Alla caccia del jackpot: preview di Dolphins@Raiders

Una partita molto importante attende i Dolphins a Las Vegas. In palio c’è una bella fetta delle possibilità di Miami di partecipare ai playoff.


Benvenuti nella favolosa Las Vegas, recita uno dei più famosi cartelli di promozione turistica degli Stati Uniti. Diciamo pure del mondo, visto in quanti film, libri, videogiochi e chi più ne ha chi ne metta. Ebbene, da questa stagione il tempio del divertimento nel deserto del Nevada ha dato il benvenuto anche ad una squadra di football americano. Con una decisione ponderata da tempo ma non per questo compresa ed accettata da tutti, la franchigia dei Raiders ha lasciato la baia di San Francisco e la città di Oakland – oltre ad un elevato numero di tifosi – per stabilirsi sulla Strip.

Nonostante la squadra si sia spostata verso est, sul campo pare essere cambiato piuttosto poco. I Raiders californiani che conoscevamo erano una squadra talentuosa, ricca di giocatori velocissimi – da sempre i neroargentati tengono in enorme considerazione questa caratteristica – eppure dal rendimento altalenante. Lo stesso sono ancora oggi. La franchigia viaggia con un record di 7 – 7. A prima vista potrebbe non sembrare troppo negativo, perché c’è ancora modo di farne una stagione positiva, vincendo le ultime due. 4 di queste 7 sconfitte, però, sono arrivate nelle ultime 5 settimane di NFL, raccontandoci di una squadra in crisi di gioco e identità, la quale sembra aver già gettato la spugna in ottica playoff.

L’importanza di questa sfida

Brian Flores non è uno che ha tanti peli sulla lingua. Quando gli hanno chiesto che cosa ne pensi delle possibilità di guidare i Miami Dolphins in postseason, l’allenatore di Brooklyn ha parlato chiaro: “I playoff per noi sono questa settimana, contro i Raiders. Chiamiamola così questa partita, chiamiamola sfida di playoff. Dobbiamo ragionare una partita alla volta, questo è il mio focus. È proprio qui che dirigeremo il focus dei ragazzi, bisogna pensare ai Raiders. Una sola partita.” I Dolphins sanno bene quanto sia importante questo match. Grazie ad un buon record di 9-5 Miami potrebbe avvicinarsi moltissimo alla postseason sconfiggendo Las Vegas.

Com’è obbligatorio quando si tratta di franchigie che si spostano in una nuova città, lo stadio deve essere di impatto, memorabile. L’Allegiant Stadium di Las Vegas è una meraviglia di architettura sportiva, un diamante nero che si staglia nella terra chiara del Nevada, una cattedrale nel deserto, così come tutta la città; un tempio assurdo e incredibile, un nucleo opulento dove inseguire sogni e desideri spesso proibiti in altre zone degli States. Nella capitale del gioco d’America c’è ora una franchigia che rappresenta il gioco – nel senso di sport – capitale – nel senso di più seguito – d’America.

I Raiders sono una squadra affascinante, dotata di un rushing game tosto e coriaceo e di un gioco di passaggi ben organizzato, seppure velocissimo.  Che cosa dobbiamo attenderci da Raiders – Dolphins?

La difesa dei Miami Dolphins si è caricata i compagni sulle spalle questa stagione. Dobbiamo ancora chiedere molto a questo reparto, nelle ultime settimane di regular season. Foto: Wager Talk News.

In infermeria

Incominciamo analizzando chi sarà della partita e chi invece dovrà accontentarsi di sostenere i compagni dalla sideline, nel migliore dei casi, o dalla propria tv. Per Las Vegas mancheranno Clelin Ferrell (end difensiva), Nicholas Morrow (linebacker), Darryl Worley (CB) e la safety Erik Harris. Maurice Hurst, tackle difensivo, è in dubbio per la sfida. Sono infortuni tutti concentrati nel reparto difensivo. Questo potrebbe essere un vantaggio per Miami ma significa anche che tutte le minacce offensive dei Raiders saranno presenti sul campo, stanotte.

Per Miami invece è stato dichiarato out, purtroppo, il rookie Solomon Kindley, guardia offensiva, oltre a lui mancherà anche la end difensiva, Shaq Lawson. Per i Fins ci sono diversi giocatori in dubbio, il cui status resterà probabilmente tale fino ad una manciata di ore prima della gara. Si tratta dei ricevitori DeVante Parker e Jakeem Grant, del TE Mike Gesicki e della guardia offensiva Ereck Flowers. Ci auguriamo che la maggior parte di loro riesca a prendere parte alla gara, poiché si tratta di giocatori titolari, componente essenziale di quel nucleo che ha messo assieme 9 vittorie in questa stagione.

La lavagnetta del preparatore

Per strappare questa importante vittoria Miami dovrà contare su un’ottima prestazione della sua difesa. Il reparto è stato eccezionale per tutta la stagione e questo è il motivo per cui i Dolphins possono vantare il proprio record di vittorie. La forza principale di questo nucleo, evidentemente ben allenato, è sui terzi tentativi – il tasso di conversioni concesse di 32,5%  è il migliore della lega – curiosamente, una delle forze principali dell’attacco Raiders è proprio il terzo down; la squadra di Las Vegas lo converte oltre il 49% delle volte, la seconda percentuale migliore nella NFL. Entrambi i risultati si devono al fatto che le formazioni fanno molto bene sui primi tentativi. Il terzo è però stato in questa stagione un vero e proprio terreno di caccia per i Dolphins, la cui difesa non si è limitata a stoppare gli avversari ma ha creato takeaways che spesso sono stati trasformati in punti, da loro stessi o dai compagni delle altre due formazioni.

Il reparto difensivo di Miami è stato in grado di mettere in seria difficoltà il QB avversario sui passaggi, indipendentemente dal suo blasone. Prova ne è il fatto che il passer rating complessivo del timoniere avversario è di 83.9 in media contro i Fins, il terzo più basso nella NFL. Solitamente è buona strategia rispondere ad una statistica del genere dando fiducia al proprio QB e chiamando numerose options, ovvero schemi ove il comandante dell’attacco può decidere se lanciare o far correre la palla. Se Jon Gruden – capoallenatore dei Raiders – dovesse ricorrere a questa tattica per mettere in affanno la defense di Miami, potremmo vederne delle belle. Il titolare a Las Vegas è Derek Carr, il quale non gioca male nonostante se ne parli molto poco, poiché la squadra è discontinua e i suoi numeri non sono da top 5, ma resta comunque un ottimo timoniere. La settimana scorsa però non ha completato la partita contro i Los Angeles Chargers, a causa di un infortunio all’inguine, ed è stato sostituito da Marcus Mariota. I Raiders hanno perso in overtime. Con ogni probabilità sarà di nuovo Carr a guidare i suoi stanotte, infatti non è neppure citato nella lista degli infortunati di squadra; staremo però a vedere se poi andrà davvero così. Chiunque sarà nominato titolare, comunque, dovrà guardarsi da una delle migliori difese in pressione. Emmanuel Ogbah guida infatti un’unità temibile. L’ex Chiefs, da solo, ha già messo a segno 59 pressioni sul QB, oltre ad una lunga lista di big play.

Attenzione alle corse. Non sono più molte le formazioni che utilizzano un fullback; il ruolo è infatti un pò dimenticato nella NFL di oggi, dove gli attacchi sono più concentrati sui passaggi che sulle corse e tanti preferiscono evitare di schierare un FB per disporre di un TE o ricevitore aggiuntivo. Sia i Patriots affrontati domenica che gli avversari di questa notte però li usano, e pure molto spesso. Jakob Johnson a New England è il secondo FB con il maggior numero di snap in lega mentre Alec Ingold a Las Vegas il terzo. Si deve proprio a quest’ultimo la creazione di tante corsie per Josh Jacobs, forte RB Raiders che è il sesto in NFL per yards guadagnate in corsa. Nelle ultime settimane, però, Jacobs ha trovato pochissimo terreno.  All’opposto, un attacco in corsa inesistente come quello di Miami ha trovato molto spazio in week 15. 250 yards on the ground e 3 TD sono numeri da run heavy team, non esattamente quello a cui i Dolphins ci hanno abituato. In quella sfida con NE però, molto ha funzionato di quel che mai era andato nella offense di Miami: il gioco su passaggio è stato efficiente, la squadra ha concluso bene in end zone, il cronometro è stato consumato e il possesso gestito con autorità.

Gli schemi dei Raiders

Derek Carr sta recuperando da un infortunio all’inguine. I Raiders cercheranno di averlo come titolare, in caso non vi riuscisse, Marcus Mariota è pronto a sostituirlo. Foto: silverandblackpride.com

L’attacco di Las Vegas è undicesimo per punti segnati e attacco totale, dodicesimo per corse e quattordicesimo per passaggi. Non sono brutti numeri. Gruden e il suo staff amano la formazione nota come 22 – personnel, quella che schiera 2 RB, 2 TE e 1 WR; la usano molto spesso e hanno una linea offensiva molto pesante – in termini fisici – con una media di 339 libbre a persona (oltre 153 kg). Il 15% dei loro snap offensivi presenta soltanto un ricevitore in formazione, o addirittura nessuno.

In difesa, invece, i Raiders amano essere aggressivi. In uno snap difensivo su 5, LV porta un rusher aggiuntivo per blitzare. La loro linea riesce a portare pressione sul 22% dei dropbacks avversari; si tratta di una percentuale senza infamia e senza lode. Questa defense è ventinovesima per punti segnati e venticinquesima in difesa totale.

La serie all time tra queste due franchigie è in pareggio (17-17-1) e oltre alla superiorità in questa poco rilevante statistica, stasera c’è in palio anche la duecentesima vittoria per i Dolphins lontano da Miami, una W che varrebbe la prima stagione con 10 successi dal lontano 2016 – ultima partecipazione di squadra ai playoff – e una bella porzione della chiave d’accesso alla postseason per la squadra del Sud della Florida. Se includiamo anche i playoff, la serie arride a Las Vegas con un record overall di 20 – 18 – 1. Si tratta della prima volta che le squadre si affrontano in Nevada.

Curiosità e pronostici

Nel soggiorno dei Tagovailoa, a Honolulu, durante l’adolescenza di Tua, era appeso al muro un poster di Marcus Mariota. Non deve stupire, dal momento che l’ex QB di Tennessee, ora riserva di Carr a Las Vegas, è molto ammirato sulle isole dove è venuto alla luce. “È stato un modello per tanti bimbi come me. Marcus ha una grande reputazione, è una di quelle persone che ammiri come giocatore e come essere umano.”

Nel momento in cui scrivo si pensa che il QB titolare per i padroni di casa, questa notte, sarà il numero 4. Ciononostante, lo status non è ancora ufficiale e Tagovailoa potrebbe calcare lo stesso campo di uno dei suoi idoli, Mariota, qualora fosse lui a partire titolare o, comunque, a sostituire Carr nel corso della partita. L’hawaiano è più minaccioso con le sue gambe, dal momento che è capace di estendere play in corsa, improvvisando uno scramble se in difficoltà. Carr è un QB più tradizionale, preferisce restare nella sicurezza della sua tasca e lanciare la palla dopo aver avuto il tempo necessario ad esaminare il campo e le tracce dei suoi compagni. La difesa di Miami, farà bene a considerare entrambe le possibilità.

La partita è, tendenzialmente, una sfida tra due squadre che si equivalgono, con Miami leggermente favorita in virtù delle proprie motivazioni. Inutile sottolineare quanto sia importante questo match, per le ambizioni di playoff dei Dolphins. Una sconfitta maturata questa sera renderebbe davvero ripida la strada alla postseason per i nostri colori; mentre una vittoria probabilmente non ci darebbe alcuna certezza, ma allargherebbe il ventaglio di possibilità in vista del big match a Buffalo previsto per la settimana prossima. Forza Dolphins.

 

 

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