La sfida più importante: Miami Dolphins – Buffalo Bills

Miami Dolphins che si giocano la stagione contro dei Bills migliori ma poco interessati alla sfida, in quanto già ai playoff. Cosa attendersi dal match.


E siamo dunque giunti all’atto finale, alla week 17, al fine settimana che farà calare il sipario sulla regular season NFL 2020. Dopo, saranno solo playoff per le squadre che saranno riuscite a guadagnarseli. I Miami Dolphins si trovano, nel momento prima di scendere in campo a Buffalo per la loro sedicesima ed ultima sfida del torneo regolare, proprio sullo zerbino di ingresso della postseason. Il loro buon record recita 10 – 5, un ottimo risultato per una franchigia al secondo anno di un rebuilding profondo. Per agguantare i playoff, servirà la vittoria contro Buffalo oppure – qualora i padroni di casa vincessero quel match – una fortunata combinazione di risultati sfavorevoli alle dirette avversarie, in competizione con Miami per il quinto, sesto o settimo seed in AFC.

I Dolphins saranno dunque i padroni del loro destino, e questa è già una buona notizia, perché significa che hanno fatto davvero bene finora e che ora resta loro solo da dimostrare che siano, effettivamente, una squadra che può competere senza sfigurar troppo in postseason, quando basta una sconfitta per mandarti a casa fino al prossimo agosto. D’altra parte, però, ci sarà ad attenderli un avversario davvero ostico, il quale pare anche essere in grandissima forma.

Situazione infortuni e status prima del match

Per affrontare una partita così importante sarebbe bene avere a disposizione la maggioranza dei propri titolari. Purtroppo, essendo in settimana 17 ciò non è possibile, del momento che una stagione così lunga richiede una tassa fisica ad ogni franchigia, un imposta che si paga in infortuni e condizione atletica non ottimale. Miami ha 4 giocatori che sono stati messi in lista come questionable, ovvero in dubbio per la sfida di Buffalo: si tratta di DeVante Parker e Jakeem Grant, due ricevitori, di Shaq Lawson (end difensiva) e di Solomon Kindley (guardia). Ad essi va, naturalmente, aggiunto il forfeit di Ryan Fitzpatrick. Il QB veterano è infatti risultato positivo al COVID-19 e, da protocollo NFL, non sarà ovviamente disponibile per la sfida di domani in quanto si troverà in quarantena.

Josh Allen dei Buffalo Bills contro Bobby McCain dei Miami Dolphins, durante la sfida dell’anno scorso, nel novembre 2019. Foto: Eric Espada/Getty Images

I Bills invece dovranno rinunciare ai servigi di Cole Beasley (WR) e Reggie Gilliam (TE). Ambedue sono stati già dichiarati out per il match.

Che cosa significa questa partita

Quanto sia importante questa sfida lo ha spiegato, tra gli altri, la safety Bobby McCain, durante l’incontro con i media di venerdì. Il numero 28, uno dei capitani difensivi, è tra i quattro giocatori che facevano parte anche del roster 2016 di Miami, l’ultimo che abbia partecipato ad una postseason NFL. “Sarebbe bello arrivare ai playoff perché è il fine per cui abbiamo lavorato così duramente. Sarebbe un grande risultato per tutta la squadra e per me personalmente, proprio perché so quanto mi sono impegnato. ” Ha affermato McCain, ben conscio della dimensione e dello stato di grazia dell’avversario. “I Bills stanno giocando un ottimo football in questo momento. Josh Allen sta giocando bene. Stefon Diggs sta giocando bene. Cole Beasley sta giocando bene. Offensivamente stanno giocando in maniera ottima, mentre la loro difesa è sempre stata di livello alto. Sappiamo contro chi dovremo lottare e sappiamo che lo faremo fino all’ultimo, siamo preparati a questo.” Essendo uno dei veterani di squadra – gli altri tre a partecipare ai playoff del 2016 ancora attivi nel roster sono Xavien Howard e i due ricevitori in dubbio, Parker e Grant – McCain sa perfettamente che cosa significhi uno scontro divisionale, all’ultima giornata, nel freddo nordest d’America e ne ha parlato, da capitano, di fronte ai suoi compagni in settimana.

Il weather report, ovvero le previsioni meteorologiche per domenica, non sono ideali per una squadra proveniente dal Sud della Florida. Vento, freddo e probabile neve saranno compagni non troppo graditi in questa trasferta di gennaio che sa già tanto di playoff, arrivando dopo Capodanno in una stagione viziata dal COVID che gioca l’ultima settimana a ridosso dell’Epifania. “Non ho mai giocato una partita in queste condizioni. Ma potrebbe essere divertente, potrei andare sul campo e fare l’angelo nella neve!” Ha detto il giovane rookie Raekwon Davis (DT), confessando di non avere mai disputato un match di football in un simile clima.

Chiaramente ci auguriamo che Davis e i suoi compagni di reparto non pensino soltanto alla neve, domani pomeriggio. Esattamente come ci auguriamo faccia l’attacco di Miami, poiché i Bills, oltre ad una offense davvero pericolosa come ci ricordava McCain, hanno anche un fronte difensivo che fa impressione. Jerry Hughes, Mario Addison e Trent Murphy, tre veterani con 29 anni di esperienza NFL combinati, amano abbracciare il QB avversario. Hughes ha già messo assieme 11 quarterback hits quest’anno. “Sono degli ottimi pass rusher. Hanno due giocatori con esperienza decennale (Hughes e Addison). Dobbiamo essere decisivi, dobbiamo eseguire al meglio. Sono una grande squadra e dobbiamo mettere in campo la nostra versione migliore. Hanno molta esperienza e tantissimi attrezzi nella cintura per renderci la vita difficile, dovremmo presentarci pronti a questa festa.” È il pensiero di Austin Jackson, matricola dei Dolphins che gioca nel ruolo di tackle sinistro.

Mike Gesicki in azione contro i Buffalo Bills. Foto: The Phinsider

Meriti individuali

Per quanto si sia cenato bene, nessuno vorrà mai rinunciare al dessert. Questo è esattamente il pensiero di chiunque sia vicino, in qualunque modo, all’ambiente Dolphins in questo periodo. Sappiamo che il rebuilding è ben avviato, sappiamo che la squadra cresce in maniera decisa e costante, sappiamo che avremo modo di potenziarci ancora tra qualche settimana, in offseason. Non ci importa però granché, perché sappiamo anche che vincendo domani andremo ai playoff e vogliamo raggiungere questo risultato, prima di considerare davvero tutti gli altri aspetti.

Il fatto che la stagione sia andata bene ce lo conferma non solo il record positivo di vittorie per Miami, bensì anche la recente selezione di ESPN, canale che ha pubblicato, come suo solito, il roster del suo NFL All-Pro Team, la squadra composta dai migliori professionisti che militano nella lega secondo l’analista del network, Bill Barnwell. Nella formazione troviamo due Miami Dolphins: X Howard e il kicker Jason Sanders. Non dobbiamo stupirci. Howard guida la NFL per numero di intercetti (9) ed è tra i migliori per numero di passaggi difesi (19), il QB che lancia su di lui ha una percentuale di completamento inferiore al 50% (48,4) e un rating di 49.3. Pochino. Sanders è stato per due volte giocatore dello special team della settimana e per altrettante giocatore dello special team del mese (a ottobre e novembre). Ha messo a segno 34 field goal – soltanto uno in meno rispetto al record stagionale per la lega – e i 19 realizzati da oltre 40 yards sono il risultato migliore della NFL, sulla distanza considerata. Si tratta naturalmente dei due migliori Dolphins per il 2020, con Emmanuel Ogbah che deve essere tenuto in considerazione per chi abbia giocato meglio in questa fruttuosa stagione.

Come giocano i Bills

Similmente a quanto facciano, efficacemente, i Dolphins, anche i Bills amano utilizzare uno schema difensivo multiplo per inguaiare l’attacco avversario. Sei tra i loro giocatori hanno totalizzato almeno tre sacks. Ben otto pass rusher hanno colpito il QB dirimpettaio, in questa stagione. A Miami mancherà l’esperienza di un veterano come Fitzpatrick, come già evidenziato, ma Tua non è stato troppo negativo quando la linea gli ha concesso protezione. Tagovailoa ha trovato 10 lanci da TD quando non ha subito pressione difensiva; secondo Pro Football Focus, il QB con il numero 1 è davvero il numero 1 quando può passare dalla sicurezza della tasca: si tratta dell’unico timoniere senza alcun intercetto sui passaggi protetti. I Fins schierano abitualmente tre matricole in linea d’attacco – quando tutti disponibili s’intende – e la loro crescita è visibile ad occhio nudo, oltre che corroborata dalle statistiche. I QB di Miami hanno subito pressione 21 volte su 72 dropback, nelle ultime due vittorie. Sarà importante identificare il blitz a Buffalo, contro una squadra che blitza come se non vi fosse un domani. I Bills sono infatti ottavi in NFL per blitz portati.

Verosimilmente, la strada per l’agognata vittoria passerà dalla difesa Dolphins. I QB avversari hanno un rating cumulativo di 85.3 contro la nostra difesa; si tratta del quarto valore più basso in lega. Per quanto il QB rating sia un dato abbastanza risibile, a mio avviso, ci dà una buona indicazione su come abbia giocato quest’anno questa difesa. Non dimentichiamoci, però, che il rating di Allen è ben superiore a 100 (106.4), il  quinto migliore in NFL. I quattro difensori sui quali si passa più di frequente sono Howard, Byron Jones, Nik Needham ed Eric Rowe. Il poker ha consentito una percentuale di completamento collettivo attestata al 61,8%. Lo stellare poker di ricevitori Bills, composto da Diggs, Beasley, John Brown e Gabriel Davis riceve oltre il 71% dei lanci fatti in loro direzione. Sarà necessario tessere uno schema difensivo sulle – tante – forze di questo quartetto. Il coordinatore difensivo di Miami, Josh Boyer, lo sa bene e ha dichiarato: “Difendere è una combinazione di più elementi. A volte sai come devi comportarti fin dall’inizio, altre puoi cominciare in un modo e poi, nel corso delle settimane della stagione o anche di una singola partita, puoi decidere di cambiare approccio. Dipende da te, devi sempre essere in grado di mettere i ragazzi nelle migliori condizioni possibili per vincere, in base a quel che sai fare e a quello che gli altri sanno fare.” Aspettiamoci dunque di vedere soluzioni nuove e, magari, innovative, sul fronte difensivo in questa gara.

L’attacco di Buffalo è sesto per punti realizzati e quarto in total offense. Il gioco di corsa è classificato diciannovesimo, quello sui passaggi, spettacolare, è il secondo di lega. C’è soltanto una squadra che opti più spesso di Buffalo per uno schema offensivo con 4 ricevitori (gli Arizona Cardinals) e, quando non dispone di 4 minacce, la formazione di Sean McDermott ne mette comunque sul campo 3. I ricevitori sono una forza in questa squadra, specialmente da quando è arrivato Diggs, il tassello mancante per rendere questa offense eccezionale. È davvero raro che i Bills utilizzino due RB, tre TE o altre formazioni che puntino sul bloccaggio a oltranza (heavy personnel).

Il ricevitore John Brown e il suo QB, Josh Allen, si complimentano dopo una segnatura. Foto: buffalowdown.com

La difesa dei padroni di casa non è straordinaria come l’attacco, pur restando una formazione concreta, arcigna e orgogliosa. Ama blitzare, come scrivevamo, ma non porta pressione in maniera eccessiva, è infatti soltanto ventitreesima in NFL in pressure rate. I valori difensivi sono tutti nella media di lega, senza che il reparto spicchi da nessuna parte. A questi ragazzi, d’altronde, basta essere sufficienti e non affondare la offense perché solitamente ci pensano sempre loro a raddrizzare le partite e guadagnare le vittorie.

I Bills sono già campioni della AFC East e saranno almeno il terzo seed in AFC. Una vittoria contro Miami o una sconfitta di Pittsburgh varrebbe loro il secondo. Agli Steelers non sembra importare molto del seeding, tanto che hanno già deciso di far giocare Mason Rudolph, riserva di Big Ben, in week 17, per dar modo al loro QB titolare di rifiatare prima del wildcard weekend.  McDermott non ha informato i giornalisti del suo piano. Al momento in cui scrivo non è risaputo se giocheranno i titolari o meno e, nel caso lo facessero, per quanto tempo.

Le chiavi tattiche della sfida

Come abbiamo fatto nel corso dell’intera stagione, proviamo a prevedere quali possano essere le chiavi tattiche della partita. Naturalmente, non disponendo di una sfera di cristallo non è detto che questi punti critici saranno poi effettivamente quelli che decideranno la gara ma, in sede di presentazione, è lecito pensare che possano essere questi i binari da percorrere per trionfare a Buffalo.

Sarà indispensabile che Tua Tagovailoa riesca a mettere assieme i migliori 60 minuti della sua stagione da matricola. L’assenza di Fitzpatrick (al suo posto sulla sideline troveremo il QB del practice team, Jake Rudock) porrà un esame inaspettato alla matricola da Alabama. Non è detto che questa situazione non sia esattamente quella che il rookie desiderava, per poter giocare senza ombre che lo oscurino. La vittoria dovrà trovarla Tagovailoa e nessun altro – non è infatti pensabile chiedere a Rudock di fare il Fitzmagic – Starà a lui riuscire a essere leader, trovare il ritmo, proteggere la palla e metterla nelle mani dei suoi compagni di reparto. Non credo che l’attacco abbia problemi a fare quadrato intorno al suo QB, dove per attacco si intendono tanto gli skill players quanto i linemen, naturalmente. La squadra ha sempre mostrato unità, non troverà difficoltà a farlo di nuovo. Arduo sarà il compito di Chan Gailey, coordinatore offensivo di Miami, perché vincere a Buffalo è difficile per chiunque ma se vuoi essere una squadra di successo, che vince trofei, questo è il livello della sfida che devi vincere.

Forse ancor più difficile sarà il compito della difesa, la quale dovrà tenere a bada Josh Allen e i suoi per 60 minuti – se i titolari la giocheranno tutta. Allen è il leader dei Bills e lo sarà per numerosi altri anni, per cui questa defense dovrà imparare a conoscerlo molto bene. La potenza del suo braccio e la forza delle sue gambe lo rendono una minaccia a tutto tondo, piuttosto grave se consideriamo che la media punti di Buffalo si attesta intorno ai 30 a partita. Interessantissime saranno le lotte sul terzo down. L’attacco di Buffalo e la difesa di Miami sono le due unità migliori da terzo tentativo, una nel guadagnarlo e l’altre nell’impedirne la conversione, naturalmente. In questo frangente, improvvisazioni come le corse di Allen o le ricezioni del RB, Devin Singletary, possono davvero complicare la vita ad una difesa e macinare cronometro mentre i Bills si avvicinano alla meta. Bisognerà fare grande attenzione a queste situazioni.

Josh Allen segna un TD in corsa contro i Miami Dolphins. Foto: The Phinsider

Abbiamo detto della neve e del freddo, due elementi con cui i Dolphins non sono affatto familiari e, dunque, che potrebbero soffrire particolarmente. Non abbiamo però parlato del vento, che può rivelarsi ancora più fatale degli altri due compagni invernali a gennaio, durante una partita di football americano a ovest di New York. Sarà quindi importante beneficiare al massimo della posizione di partenza. Le cosiddette hidden yards, yards nascoste, quelle che si guadagnano o perdono nelle azioni di special team saranno molto indicative. Quando è meglio ritornare e quando no; dove calciare un punt e dove stopparlo, tutte queste considerazioni non possono essere sottovalutate se ti giochi i playoff. Dal momento che Jakeem Grant è in dubbio, potrebbe spettare a Lynn Bowden o a Noah Igbinoghene il compito di ritornare un calcio, o anche a Malcolm Perry, per quanto sia meno probabile. Grant è velocissimo ed esperto nei ritorni, i suoi compagni lo sono meno ma si tratta comunque di giocatori che daranno il massimo, possiamo starne certi. A Jason Sanders e a Matt Haack, i due specialisti, si chiede di essere perfetti. Il numero 7 è uno dei migliori nel suo campo, lo abbiamo già ricordato, a anche il numero 2 si è reso protagonista di una stagione solida. Dovranno confermarsi in questa sfida e dare ai Bills il più lungo campo possibile (Haack) e ai Dolphins tanti punti (Sanders). Quando hai di fronte un avversario così ostico, stabilizzare la partita con i 3 punti e l’addizionale dopo il TD può essere molto utile ad un attacco.

Pronostici e nuova copertura TD Magazine media

Sulla carta i Bills sono favoriti. Squadra migliore, in casa, con un clima così difficile per chi vive al caldo tropicale, insomma, i Dolphins appaiono spacciati. Non sarebbe però corretto considerare soltanto le forze in campo. Innanzitutto perché non sappiamo quanti e quali titolari saranno schierati da McDermott e, in secondo luogo, perché non siamo in grado di sapere quanto essi saranno motivati. Buffalo ha vinto la division, ha già la certezza dei playoff e ha buone possibilità di fare strada una volta che cominceranno. Quanto saranno concentrati per questa sfida? Probabilmente meno di Miami che deve scendere in campo per vincere, in quanto ancora non ha la certezza di disputare la postseason e, a seconda degli altri risultati di domani, può ritrovarsi tra il quinto e l’ottavo seed AFC. Quest’ultimo, naturalmente, significherebbe non disputare i playoff affatto, dato che i posti per la conference sono soltanto 7. Talento o motivazione? Preparazione atletica o superiorità mentale? Tanti sono i fattori che entreranno in conflitto durante questa partita che rappresenta, di fatto, una grande sliding door per la stagione di Miami.

Data l’importanza della gara – e la lunghezza di questo articolo – abbiamo deciso di preparare anche una preview sintetizzata, disponibile sul nostro canale YouTube presso il quale invitiamo tutti a passare ed iscriversi. Contiamo di proporre periodicamente contenuti interessanti per ogni appassionato di football e tifoso di Miami, su quella piattaforma, nelle settimane e nei mesi a venire. Forza Dolphins!

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