Steelers allo sbando, Cleveland ringrazia e dilaga 48-37

Contro ogni pronostico i Cleveland Browns sbancano Pittsburgh 48-37 dominando con la difesa fin dal primo quarto.


Il karma, come la legge di Murphy, non perdona, e gli Steelers, dopo essersi “riposati” (o scansati, come direbbero altri) all’ultima giornata NFL, perdendo in casa dei Cleveland Browns per 24-22, per essere pronti a sfangarla nel primo turno di wild card (sempre contro i Cleveland Browns), vengono puniti nel peggiore dei modi.

Sulla carta Pittsburgh aveva tutti i favori del pronostico contro i ritrovati Browns, ai playoff dopo 18 anni di astinenza (stagione 2002, wild card proprio in casa degli Steelers che vinsero 36-33), ma come si dice, “se qualcosa può andare storto, lo farà”, e così è stato, perchè Roethlisberger dopo aver riposato per arrivare pronto ai playoff, è incappato in una di quelle sue giornate storte, dove non fa uno o due errori gravi, ma ne fa 5, e uno peggio dell’altro.

Contro i Browns Roethlisberger si fa intercettare 4 volte, ma inizia con un fumble…è facile rimandare la memoria alla partita tra Steelers e Jaguars del 2017 quando “Big Ben” lanciò ben 5 intercetti e Pittsburgh rimediò un sonoro 30-9,

Il primo episodio della partita è un concorso di colpa tra Roethlisberger e il suo centro Pouncey, che manda altissimo lo snap dalla shotgun, scavalcando il quarterback che cerca maldestamente di recuperare palla ma non fa altro che spingerla verso la endzone dove viene ricoperta dalla safety Karl Joseph per i primi 6 punti a favore di Cleveland. Palla tra i pali per la trasformazione e 7-0 dopo 6 secondi di gioco.

Un brutto colpo per gli Steelers ma il tempo per recuperare c’è tutto, e gli ospiti non sono certo imbattibili. Il problema per Pittsburgh è quando al drive successivo Big Ben lancia il primo intercetto della partita, che finisce nelle mani di M.J. Stewart che la riporta per una manciata di yards permettendo a Mayfield di entrare in campo sulle 46 yards dei gialloneri, e da li è un attimo per i Browns andare ancora a segno. In tre giochi infatti Cleveland porta a 14 il punteggio, e mancano ancora 10 minuti alla fine del primo quarto…

Finita qui? Ma nemmeno per sogno, Big Ben quando fa danni, li fa bene, mica roba da poco, e infatti anche se il terzo drive di Pittsburgh non finisce con un turnover, finisce comunque con un 3 & out, che fa ripartire i Browns dalle proprie 35 (non male eh?). E qui Cleveland fa vedere che non è venuta a Pittsburgh solo per fare salotto, anzi, per una volta finalmente gira tutto bene, Mayfield non fa errori, Chubb e Hunt dimostrano di essere due top player, come lo stesso Jarvis Landry, che, carattere a parte, ha mani d’oro e movenze da puma!

Bastano 6 giochi agli orange men per mettere in archivio il terzo touchdown della giornata, con una corsa da 11 yards di Kareem Hunt. E sono 21 per Cleveland, a zero, con ancora poco meno di 5 minuti da giocare nel primo quarto. Cinque minuti che sono comunque sufficienti per vedere un altro big play, ovvero l’intercetto della safety Sheldrick Redwine che trova il pallone sulle 45 di Pittsburgh e lo riporta fino alle 15 yards, dando a Mayfield un jolly per incrementare il punteggio. Jolly che il quarterback, ex Oklahoma, non spreca, ed è ancora Kareem Hunt a varcare la endzone per il 27-0 (poi 28 dopo il punto addizionale di Parkey).

Con il primo quarto che si chiude sul 28-0 per i Browns rimane ben poco da commentare per il resto della partita, perchè solo un miracolo potrebbe rimettere in gara gli Steelers, che però, vista la giornata “di grazia” del suo leader, Roethlisberger, forse non sarebbe nemmeno sufficiente.

E infatti Big Ben non si smentisce e nel secondo quarto lancia il suo terzo intercetto, con palla deflettata sulla linea di scrimmage che poi cade nelle mani del defensive end Porter Gustin, secondo anno da USC. Fortuna vuole (per Pittsburgh) che l’attacco di Cleveland, forse già un po sazio, non riesca a capitalizzare, andando al primo punt di giornata per i Browns.

A metà del secondo quarto però succede qualcosa di incredibile (fino a quel momento), gli Steelers partendo da una posizione di campo piuttosto scomoda (11 yards difensive), riescono a percorrere tutto il campo fino alla endzone avversaria che viene attraversata da James Conner per il provvisorio 28-7, complice una difesa dei Browns forse troppo attenta all’ennesimo big play, e forse anche un po’ rilassata dopo aver contribuito a portare 14 dei 28 punti fin qui guadagnati dalla squadra.

Cleveland dunque rilassata? Attacco che non segna e difesa che si fa infilare 13 giochi per 89 yards… i primi sintomi di una possibile rimonta giallonera? Ma nemmeno per sogno, con poco più di un minuto e mezzo prima dell’intervallo, Mayfield muove il pallone con sapienza, sfruttando alla grande le doti di Nick Chubb, capace non solo di correre, ma anche di ricevere, ed è così che gli orange si tolgono dall’empassse della metà campo e arrivano, grazie ad una ricezione del numero 24, nelle vicinanze della redzone degli avversari.

Un minuto e 8 secondi prima dell’intervallo, Mayfield decide di puntare sul tight end Austin Hooper lanciandogli tre volte il pallone, ma la difesa dei padroni di casa ormai è in bambola e Hooper dopo aver ricevuto due volte il pallone, riceve anche la terza volta, in end zone, per l’allungo finale: 35-7, e ormai mancano solo 30 secondi per andarsi a bere un te caldo.

Trenta secondi che però bastano agli Steelers per fare giusto quelle tre azioni che portano, a 5 secondi dall’halftime, il pallone sulle 31 di Cleveland, la cui difesa era già negli spogliatoi da 30 secondi.

Il match va al riposo lungo dopo che Chris Boswell mette la palla tra i pali per il parziale di 35-10 per Cleveland. Match praticamente in ghiacciaia, anche se i gialloneri sembra che vogliano almeno provarci.

E gli Steelers ci provano veramente, perchè nonostante il 35-10 nel terzo quarto mentre l’attacco dei Browns gira un po’ a rilento, forse troppo sicuro di avere la partita in pugno, i padroni di casa vanno in touchdown due volte di seguito, portandosi in un amen da 35-10 a 35-23, con un gap che non appare più così incolmabile. Pittsburgh ci crede, e dopo il terzo punt di fila, da parte dei Browns, con ancora 1:30 da giocare nel terzo quarto, ha la palla per alimentare la rimonta, ma qui sale in cattedra la difesa degli ospiti, che non solo copre molto bene sui lanci, ma mette anche una pressione non indifferente su Roethlisberger, che deve andare per tre volte “in sicurezza” su Smith-Schuster, ma lo yardaggio non è sufficiente, manca una yard, e si va a punt.

Il quarto periodo si apre con i Browns in attacco, questa volta decisi a chiudere la pratica, e lo fanno con un drive eccellente, chiuso in endzone con la ricezione da 40 yards di Nick Chubb, che prende il passaggio di mayfield sulle 30 avversarie, e poi se la corre per altre 30 yards andando a mettere una pietra sulla gara. Il tabellone dice 42-23, ma il campo dice che se Cleveland vuole, con Chubb e Hunt a correre è inarrestabile.

Il touchdown di Chubb però sembra risvegliare ulteriormente gli Steelers, anzi Roethlisberger, che con 4 azioni compie una piccola impresa mandando in touchdown Chase Claypool, e siamo 42-29 (seconda trasformazione da 2 punti sbagliata per gli Steelers), con più di 10 minuti da giocare e 13 punti da rimontare.

Cleveland ha comunque la partita in pugno, e diligentemente decide di far correre il tempo, prima con un paio di corse di Chubb, poi con Kareem Hunt che si carica l’attacco sulle spalle e porta il pallone fino alle 6 di Pittsburgh, dove Mayfield tenta (senza riuscirci) di mandare in touchdown ancora Hooper. I Browns non varcano la endzone, e questa è già di per se una notizia, però portano comunque a casa 3 punti facili facili con Parkery, e il gap passa da +13 a +16: 45-29 a 4 minuti dal termine.

Facendo un po’ di matematica spiccia, 16 punti da recuperare sono 2 touchdown con 2 trasformazioni da 2 punti, e si va all’overtime, certo con un po’ di accortezza, se non si fossero giocate (e sbagliate) le due trasformazioni da 2 precedenti, il gap sarebbe stato di 14 punti, ben più abbordabile, o addirittura da 10 punti… che avrebbe voluto dire un touchdown e un field goal.

Fatto sta che a Pittsburgh oggi giri così, e quindi cosa succede? Succede che arriva il quarto intercetto per Big Ben, stavolte è il linebacker Sione Takitaki a prendersi la gloria, e Cleveland può, per l’ennesima volta, ammazzare la gara, e lo fa con un altro field goal che allunga ulteriormente il gap tra i team, +19, ma mancano ancora 3 minuti, questa partita non finisce più… e siamo sul 48-29, cioè è praticamente chiusa.

L’ultimo drive dei padroni di casa è lungo (77 yards) e si porta via più di metà cronometro (quasi due minuti), però manda a referto il touchdown pass di Big Ben su Claypool e l’ennesima trasformazione da 2 punti, che stavolta va a buon fine con la corsa di Conner.

Gli Steelers per dovere tentano un quasi inutile onside kick che però viene ricevuto da Carlson e di fatto la partita finisce qui, perchè nel minuto successivo i Browns fanno giustamente scorrere i secondi finali e si portano a casa una strameritata quanto inaspettata vittoria, contro i padroni di casa, favoriti (e non di poco).

Grande prestazione dei Browns in difesa, capaci di mettere pressione su Roethlisberger per tutto il match, inducendolo spesso all’errore (4 intercetti), e altrettanto grande performance in attacco, dove Mayfield non sbaglia nulla e la coppia di running back, Chubb-Hunt, è devastante.

Per Pittsburgh gli applausi del pubblico, perchè nonostante tutto, hanno almeno continuato a provarci, lo dimostra il risultato finale, che dopo il 28-0 del primo quarto avrebbe messo in ginocchio qualsiasi squadra e magari avrebbe potuto essere veramente devastante, invece la partita finisce 48-37, che da un lato non rende onore al dominio di Cleveland, ma dall’altro ha tenuto almeno svegli, nella seconda metà del match, spettatori e telespettatori.

Ora Cleveland andrà a giocarsi la semifinale di conference a Kansas City, contro i Chiefs, e nonostante i pronostici siano fortemente a favore dei padroni di casa, in campo ci sarà un ex con tanta voglia di fare uno sgambetto ai suoi ex compagni: Kareem Hunt.

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