Con l’acceleratore premuto: recap di New England Patriots – Miami Dolphins

Miami trova il suo running game nel momento del bisogno e lo sfrutta per sconfiggere i New England Patriots, ora fuori dai playoff.


C’è della magia in ogni Victory Monday. Il giorno seguente ad ogni vittoria della propria squadra del cuore ha il potere di mettere in secondo piano ogni preoccupazione, ogni noia, ogni sensazione negativa dovuta all’inizio di una nuova settimana. Se poi si esce da una bella partita trionfale contro un’avversaria interna alla propria divisione, tale euforia si amplifica ancor di più. E se la vittoria giunge contro una squadra che ha dominato in lungo e in largo nell’ultimo decennio, qualificandosi ai playoff ininterrottamente dal 2008, fino alla partita di domenica scorsa che l’ha ufficialmente eliminata dalla postseason? Se si tratta di un successo che significa 9 vittorie e, dunque, un record positivo giunto soltanto al secondo anno di un rebuilding profondo? Se il trionfo ha il potenziale di invertire completamente la rotta di una franchigia mediocre da 20 anni e che, finalmente, sembra in grado di poter restituire speranza e fiducia a tutto l’ambiente? Allora è gioia estrema, esuberanza sportiva, puro godimento.

Un grande gruppo per una grande vittoria. Foto: Palm Beach Post

La partita in week 15 metteva di fronte Miami Dolphins e New England Patriots, le due squadre più tifate della AFC East, allenate dal maestro Bill Belichick l’una (New England) e il suo allievo Brian Flores l’altra (Miami). I Pats hanno demolito la concorrenza negli ultimi anni, assicurandosi 6 Super Bowl durante l’incredibile epopea di Tom Brady, leggendario QB che ora è andato a svernare a Tampa Bay; la corona divisionale non è mai stata in dubbio nell’ultimo periodo. Molto però può cambiare da una stagione all’altra, esattamente come i grandi imperi della storia che ci mettono secoli a costituirsi e poi non più di un pugno di settimane per tramontare, questi Patriots non sono più la squadra per cui tifavano zii e genitori. New England è ufficialmente fuori dai playoff, se si tratta di un inciampo o di una nuova normalità lo apprenderemo nei prossimi anni, per il momento una cosa possiamo già dirla: questi Pats non sono più lo spauracchio della AFC che sono stati in tempi recenti, non fanno più paura a nessuno. Sicuramente non ai Dolphins che hanno fatto tesoro della sconfitta rimediata a Foxborough nella prima partita di questa stagione e sono riusciti a ingabbiare gli avversari per tutta la partita, impedendo loro di segnare un solo TD.

Sintesi della sfida

Le due franchigie si studiano all’inizio, partendo con due tre e fuori per parte che non entusiasmano. Poi gli ospiti di New England cominciano a muovere la catena; Cam Newton trova Jakobi Myers, sono 11 yards e un primo down per i Pats. Segue una buona corsa di Sony Michel che guadagna 16 yards e un nuovo set di tentativi ma poi occorre puntare.

Miami stupisce perché le corse sembrano funzionare. Non era mai avvenuto nei precedenti 3 mesi di questo campionato. Salvon Ahmed e Matt Breida trovano finalmente una buona prestazione, dimostrandosi un tandem che può stare a questo livello, e Tua Tagovailoa appare a suo agio connettendo con Lynn Bowden e Adam Shaheen. I Fins arrivano in end zone. In questa parte del campo sono sempre stati efficaci ma questa volta qualcosa va storto. Il QB samoano si trova a dover risolvere un problema complicato, con i suoi compagni di reparto tutti marcati. Decide di forzare un passaggio in meta e sbaglia clamorosamente decisione. J.C. Jackson è uno che di intercetti se ne intende e lo dimostra, la aggancia lui e causa un turnover sul campo; Tagovailoa torna sulla sideline a testa bassa.

Grande partita di Salvon Ahmed, il quale totalizza ben 122 yards in corsa nella sfida a New England. Foto: Sun Sentinel

Per i primi punti dobbiamo attendere il secondo quarto. La catena la muovono sempre i soliti: Michel, Myers, Newton sulle sue gambe e Damiere Byrd. Nick Folk chiude il possesso con un FG da 45 yards e i Patriots vanno in vantaggio. Segue un brutto 3 e fuori per i padroni di casa. Nel possesso successivo troviamo un big play offensivo, in una partita che, tendenzialmente, vede in azione molto di più le difese, si tratta di un passaggio centrale per James White che varrà 21 yards guadagnate. Di nuovo viene chiamato Nick Folk, di nuovo vediamo l’ovale tra i pali, altri 3 punti per New England grazie ad un calcio lungo 36 yards. Dopo un possesso che mette in mostra Bowden e Patrick Laird, anche i Dolphins potrebbero segnare un calcio ma Jason Sanders fallisce il suo FG lungo 52 yards. Il numero 7 è un grande kicker, ogni tanto però sbaglia anche lui. Si va all’intervallo di una partita poco divertente con i Patriots in vantaggio per 6 a 0 in virtù dei due calci messi a segno.

La prima palla del secondo tempo è per Miami. Il drive è tutto improntato sulle corse, se facciamo eccezione per un primo down realizzato da Mack Hollins in ricezione. Spiccano una corsa lunga 19 yards di Salvon Ahmed e una per 14 di Matt Breida. Finalmente arriva un TD, realizzato proprio da Ahmed con la palla sulle 1 offensive. Miami si porta in vantaggio dopo il PAT messo tra i pali da Sanders. Newton poi combina un pasticcio perché Xavien Howard sa sempre rendersi pericoloso. Il CB raggiunge il QB lo abbraccia e libera la palla dalla sua stretta; il fumble viene ricoperto da Elandon Roberts e Miami è di nuovo in affari. Non che ci stia per molto dal momento che i padroni di casa fanno soltanto 3 e fuori e allora è di nuovo possesso Pats. Il drive non è bello ma Myers lo rende efficace, grazie ad un big play, un passaggio ricevuto e poi corso per 35 yards totali prima di uno scramble da 11 di Newton. Gli ospiti possono calciare e Nick Folk va in tripletta: siamo 9 a 7 in questo momento.

Gli inusuali running Dolphins ripartono con convinzione, ad una corsa per 31 yards di Ahmed ne segue una lunga 12 di Laird. Se corrono tutti perché non può farlo anche il QB? In una situazione simile a quella che gli costò l’INT in apertura, Tagovailoa cambia tutto. Non trova compagni disponibili e allora non forza il passaggio, si tiene la palla e corre con essa verso la meta, lo scramble è breve – lungo 3 yards dopo il recupero del dropback – ma efficace e vale un TD Dolphins. Ad esso segue una bella conversione da due punti con il trick play, un secondo passaggio, all’indietro, per Ahmed che riesce a superare il pilone arancione. Conversion buona e 15 a 9 per i Dolphins.

Buona prestazione anche per Matt Breida, in una domenica dove il gioco in corsa ha finalmente funzionato. Per l’ex 49ers, 86 yards sulle gambe. Foto: wruf.com

Siamo nel quarto quarto e vi troviamo altri due highlights da ripercorrere, i quali non influiscono in alcun modo sul risultato finale del match. Il primo è il quarto FG realizzato dal perfetto Nick Folk, lungo 46 yards che porta gli ospiti a 12 punti sul tabellone mentre il secondo è un altro TD Dolphins che porta la firma di Tagovailoa, in una situazione molto simile alla precedente, con uno scramble da 1 yard. Nell’ennesimo possesso di Miami focalizzato sulle corse, Breida ne mette a verbale una da 24 yards. Poi non succede più granché e allora i padroni di casa possono festeggiare un’importantissima vittoria sugli odiati rivali, ultimamente i padroni indiscussi della AFC East. Quest’anno, però, dovranno accontentarsi di guardare la postseason da casa, augurandosi che si tratti soltanto di uno sfortunato episodio e non della normalità che li attende d’ora in avanti.

Considerazioni con uno sguardo al futuro

Come al solito, l’importante è vincere e Miami ci è riuscita. Ben fatto. Siamo alle battute finali di una stagione che è stata esaltante – in barba al COVID che ha rischiato di privarci di tutte le emozioni che abbiamo raccontato, non solo quelle legate ai Dolphins – e dunque ora le W sono ancora più importanti. Miami è 9 – 5 e, dunque, comunque vada la stagione sarà un successo, poiché si chiuderà con un record positivo. Non era scontato a settembre. Naturalmente, ora ci siamo fatti la bocca buona e sogniamo di giocare anche a gennaio, ai playoff ma, non dimentichiamo, questa franchigia è ancora in ricostruzione, non ha un attacco di livello. La difesa, probabilmente, è già in grado di competere con i migliori della classe ma non può vincere da sola, per quanto coadiuvata da un ottimo special team. La formazione offensiva sarà probabilmente quella che si arricchirà di più, nella prossima offseason; per il momento, però, dobbiamo fare di necessità virtù con gli attaccanti che abbiamo, i quali sono falcidiati da infortuni che ci fanno avere davvero gli uomini contati, come si suol dire.

Foto: Pats Pulpit.

Per centrare i playoff potrebbero occorrere due vittorie nelle ultime due gare; prima quella di sabato prossimo notte – segnarselo, non giocheremo domenica come di consueto ma nel sabato sera americano, quindi alle 2.15 italiane della notte tra Santo Stefano e domenica 27 – l’orario non arride certo a noi europei ma consiglio a chiunque sia in grado di farlo di non perdersi una partita che potrebbe valere da spareggio per i playoff contro i Las Vegas Raiders, nella loro fantastica cattedrale in mezzo al deserto del Nevada, il nuovissimo Allegiant Stadium. Chiuderemo poi la stagione a Buffalo, contro dei fantastici Bills, i quali si sono meritatamente aggiudicati la division, dominandola come facevano un tempo i Pats. Sulla carta questo avversario non è alla nostra portata, però il fatto di incontrarli in un turno che per loro non ha alcun senso potrebbe giocare a favore dei Dolphins i quali magari troveranno un avversario meno concentrato e più disattento. Vincerne solo una delle due potrebbe comunque bastare ma bisognerà che qualche avversario diretto ci dia una mano. Con due sconfitte invece ci si accomoderà in poltrona per seguire la postseason, salvo tragedie sportive coinvolgenti i più stretti competitors.

Non coccoliamoci troppo con questa vittoria, bisogna pensare subito ai prossimi impegni. Non è certo la prima volta, negli ultimi anni, che New England scende a Miami per fare una passeggiata in spiaggia e gustare un cocktail in qualche mezcaleria trendy di South Beach; la stagione dei Patriots era già indirizzata verso un binario morto da tempo. L’ufficialità della loro eliminazione dai playoff fa felici noi tifosi di Miami ma non credo sia una notizia sconvolgente per chi supporta i ragazzi di Belichick, avendo seguito il loro torneo.

Foto: Pro Football Focus.

Complimenti a Miami e a chi ha saputo costruire una squadra capace davvero di risorgere dalle proprie ceneri, come l’araba fenice. Bravo Chris Grier, Bravissimo Brian Flores, ancor più bravo Stephen Ross che, assieme al suo staff, ha creduto in questo progetto di cui cominciamo a vedere qualche frutto, dopo vent’anni di prestazioni mediocri, quando non proprio imbarazzanti. Ad maiora.

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