Pochi dubbi, testa al Divisional. Recap Saints-Bears

I Bears non sono riusciti a impensierire affatto i Saints, che si saranno di sicuro messi a studiare le contromosso contro i Buccaneers.


I Saints passano sopra dei Bears, che sembrano scesi nella Big Easy senza particolari spiriti di rivalsa. Se i Bears hanno avuto una difesa inesistente, un attacco abbastanza sterile, e generalmente una squadra abbastanza spenta, i Saints sono stati del tutto opposti, in tutti i sensi: Brees particolarmente pimpante (anche troppo, visti gli errori evitabili con schemi diversi), il parco ricevitori è in gran spolvero, un Alvin Kamara che sembra proprio che non abbia avuto postumi dopo la positività al COVID-19. Soprattutto, le poche (anche se importanti) assenze in entrambe le squadre, hanno sfavorito in generale i Bears. Proveremo, in questo articolo, a esaminare a mente fredda (e cuore caldissimo) il turno Wild-Card di Saints e Bears.

Drew Brees, che si sveglia solo ai Play Off

I New Orleans Saints della stagione regolare sono completamente diversi da quelli visti ieri notte, contro i Bears. Basti pensare al fatto che, in confronto, sono come il giorno e la notte. Scegliete voi quale delle due fasi del giorno sono, perché bisogna iniziare da Drew Brees. La stagione del texano è stata completamente sonnacchiosa proprio fino al turno wild-card. Infortuni, un paventato ritiro a metà stagione, acciacchi a non finire. E poi, ieri sera, un inutile 4° down e 1 yard, verso la linea di meta, dove prende la palla dallo snap, salta il pacchetto di mischia, e non conclude il TD, per via del fatto che palla non lambisce affatto il limite minimo del touchdown. Poi si rialza, esulta, e gli negano i 6 punti (che avrebbero potuto portare i Saints a 27-3). Sufficientemente preciso nei lanci, e chiude anche parecchi 3° down, ma soprattutto, una difesa che lo lascia indisturbato nella decisione delle scelte. Infatti ha la possibilità di stare un po’ più comodo nella tasca, e aspettare il ricevitore comodamente libero di ricevere il lancio. 28 passaggi completati su 39, specie con una media di lancio anche migliore (6.8 yard contro le sole 6 in tutta la stagione), 2 TD e il miglior lancio di 38 yard, completano un quadro egregio per un QB che con tutta probabilità opterà per il ritiro a fine stagione, indipendentemente da come andrà a finire questa “ultima avventura” a New Orleans

Difese: Saints Perfetti, Bears da dimenticare

Se c’era un punto su cui entrambe le squadre potevano mostrare il fianco, erano le difese. Ma quella dei Saints non ha commesso errori grossolani. Specialmente in termini di penalità. Mentre quella dei Bears è stata anche afflitta da una quantità fin troppo grossolana (9 penalità per un arretramento complessivo di 50 yard, contro le 4 e 20 yard persi per i Saints). C’è anche da pensare all’efficienza in Red Zone: prima bisogna arrivarci (1 tentativo su 2 a favore dei Bears, contro i 3 su 4 per i Saints). Su questo frangente, i Saints hanno di sicuro vinto su tutti i fronti. Purtroppo, i Bears hanno lasciato giocare i Saints come meglio credevano.

Testa al Divisional: 3° Round contro i Buccaneers

E ora, tifosi dei Saints che forse siete contenti di essere ancora per una partita ai Playoff, potrebbe completarsi un’ennesima tripletta. Battere Brady per la terza volta nel giro di una stagione, e andare a sfidare la vincente tra Green Bay e Los Angeles Rams. Di sicuro, Michael Thomas, ma anche Cameron Jordan, e tutti i Saints non vedono l’ora di avere una sfida che può dare un corretto metro di misura, per le velleità da Super Bowl.

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