Una sfida immortale: preview di Patriots@Dolphins

Importantissima partita per i Miami Dolphins domenica, in città arrivano i rivali divisionali di New England; introduciamo la sfida


Restano 3 partite da giocare prima che la stagione si concluda. 3 partite molto difficili, non solo perché i Miami Dolphins hanno il calendario più difficile della NFL nel mese di dicembre, come afferma Pro Football Focus ma naturalmente noi tifosi già lo sapevamo, bensì anche perché la squadra deve giocarsi un sogno: quei playoff che mancano dal 2016 – e che comunque non sono certo un bel ricordo, dato che la franchigia venne asfaltata dai Pittsburgh Steelers delle api assassine, le Killing Bees come venivano chiamati, attraverso un gioco di parole in lingua inglese, Ben Roethlisberger, Le’Veon Bell e Antonio Brown. Le 3 partite in questione ci vedranno affrontare i New England Patriots, domani in casa, prima di spostarci a Las Vegas per sfidare dei traballanti Raiders e, infine, nella fredda Buffalo per una sfida quantomeno impari contro i Bills, i quali probabilmente staranno già pensando ai playoff,  in quella domenica prima dell’Epifania quando è in programma la partita divisionale.

La frase seguente è la più ovvia del mondo ma per completezza devo scriverla: per andare ai playoff servono vittorie. Potrebbe bastarcene solo una in caso di risultati sfavorevoli alle nostre dirette avversarie ma prima di pensare agli altri guardiamo in casa nostra e cerchiamo di ottenerne almeno un paio. Le 3 gare sono tutte alla nostra portata, eccezion fatta per quella a Buffalo ma, come si è detto, potrebbe essere una partita inutile per dei Bills già qualificati, i quali nel caso potrebbero essere psicologicamente demotivati.  Ma veniamo alla partita di domani, quella contro i Pats.

Foto: gillettestadium.com

Le caratteristiche dei Patriots

I Patriots non sono più quelli degli ultimi anni. Oltre ad aver perso il loro QB – di cui forse avrete sentito parlare perché è uno bravino – il quale ora gioca in Florida, con quei Tampa Bay Buccaneers di cui finalmente quest’anno qualcuno parla, hanno anche tantissimi giocatori importanti che hanno rinunciato alla stagione per timore del coronavirus. Ricorderete infatti che la NFL concesse, ad inizio stagione, la possibilità di non scendere in campo quest’anno per tutelare sé stessi o i propri familiari e molti Pats scelsero la strada dell’opt-out.

L’attacco di New England è molto diverso da quello dell’anno scorso. Il QB ora è Cam Newton, il quale non si sta certo dimostrando eccezionale passando la palla ma che è sempre un pericolo quando decide di correre, data la sua velocità. Nelle 13 partite che hanno disputato quest’anno, in ben 10 i Patriots hanno superato le 100 yards di corsa. In 2 di queste ne hanno guadagnate oltre 200 on the ground, una delle quali è stata il season opener, il 13 settembre, proprio contro Miami. Da quella partita i Dolphins sono molto cambiati e la difesa è enormemente migliorata. Consideriamo che a settembre era veramente la prima volta che questi ragazzi giocavano assieme, dal momento che quest’anno non abbiamo avuto preseason. Saper limitare le corse è fondamentale. Anche se la NFL moderna privilegia i passaggi, come ben sappiamo, una buona offense sulle corse può mettere in serie difficoltà i propri avversari.

“Un pilastro della nostra difesa, ogni settimana, è lo stop alle corse. Il mindset con cui ci alleniamo ogni settimana è  quello di ridurre al minimo il rushing game  attraverso il nostro gioco.” Ha detto Brandon Jones, la safety matricola di Miami, all’incontro settimanale con i media. Molti giocatori nel roster di Miami conoscono bene l’ambiente di New England, dati i tanti ex della sfida; tra questi c’è anche Kyle Van Noy, il quale ha detto la sua riguardo alla sfida contro quelli che, fino all’anno scorso, erano i suoi compagni di squadra. “Comunicare meglio e giocare meglio. Ci troviamo bene dove siamo ora ma dobbiamo continuare a migliorare ogni volta che scendiamo in campo. Loro sono una bella squadra, sono i quinti nella lega sulle corse. Hanno una linea offensiva è straordinaria. Damien Harris gioca molto bene, Sony Michel ha tanta benzina e James White, naturalmente, è un RB straordinario sotto ogni punto di vista. Cam Newton poi, beh lui sa ancora come si corre. Poi si possono considerare anche i ricevitori; sono bravi e seguono bene le loro tracce, ovviamente hanno un ottimo allenatore e sono in grado di seguirlo molto bene.”

Nella sua analisi posizionale, quasi da allenatore, Van Noy non nomina il fullback. Si tratta di un ruolo non troppo popolare, in disuso in gran parte degli attacchi moderni. A New England però lo utilizzano ancora con buona frequenza, tanto che il loro FB, Jakob Johnson, ha già giocato 314 snap quest’anno. Meglio di lui solo il suo compagno di reparto che gioca a San Francisco, Kyle Juszczyk. È stato il capo allenatore Dolphins, Brian Flores, a sottolineare cosa significhi utilizzare un FB sui giochi di corsa: “Aggiungendo un fullback aggiungi un livello. È una cosa che sappiamo perché anche noi abbiamo un fullback in squadra. Abbiamo visto i play in cui lo schierano, sono davvero efficaci. Hanno guadagnato moltissime yards in corsa. Molte le devono proprio al FB, avremo il nostro bel daffare a difenderci da queste azioni.” Com’è noto, un buon gioco sulle corse è in grado di aprir la strada a moltissimi altri play.

Cam Newton festeggia un TD con due dei suoi uomini di linea. Foto: Usa Today

 

“Non sono solo una squadra che corre. Hanno play action, hanno i dropback, credo siano i primi nella lega per yardaggio dagli screen pass. Giocano molto bene in difesa e sono abili anche nello special team. Sarà una sfida difficile.”

La situazione a Miami

Di nuovo, anche per questa settimana, le condizioni di numerosi giocatori di Miami sono tutt’altro che ottimali. Gli atleti in dubbio sono ben 9: Salvon Ahmed (RB), Jerome Baker (LB), Ereck Flowers (G), Mike Gesicki (TE), Jakeem Grant (WR), Bobby McCain (S), DeVante Parker (WR), Elandon Roberts e Kyle Van Noy (LB). È un bollettino di guerra. Tutti questi giocatori sono titolari. La buona notizia è che molti degli iscritti in questa lista si sono allenati in settimana; la cattiva notizia è che non tutti riusciranno a farcela per domani e, comunque, anche chi sarà della sfida potrebbe non essere al 100% e dunque non riuscire a dare il massimo in una partita che potrebbe rivelarsi fondamentale per le sorti stagionali della franchigia.

Se può consolare, anche i New England Patriots hanno numerosi problemi di salute. I loro giocatori dati come questionable, ovvero in dubbio per la partita, sono ben 14 nella mattinata italiana di sabato, nel momento in cui si scrive l’articolo. Una conferma sul loro status – così come qualche notizia sui tanti infortunati tra i Fins – è attesa prima della gara. Siamo a fine stagione e 4 mesi di uno sport così fisico e duro cominciano a sentirsi all’interno di ogni spogliatoio. Ogni franchigia NFL si ritrova con qualche defezione, alla fine di dicembre; fa parte del gioco ed è inevitabile.

Dal 2013 ad oggi Miami ha 5 vittorie contro i rivali divisionali in casa. 4 di queste sono arrivate nel mese di dicembre. Speriamo la storia si ripeta davvero, come in tanti sostengono. “Ogni partita interna alla division è una partita importante. Conosciamo questa squadra, sappiamo che sono tosti, ben allenati, competitivi e pronti alla sfida. Faranno del loro meglio in tutte e tre le fasi, questo già lo sappiamo. Ci metteranno sempre sotto pressione e sarà una sfida difficile, competitiva e combattuta per 60 minuti. È così che funziona con quel gruppo.” Brian Flores conosce bene i Patriots, essendosi formato professionalmente con loro e ha descritto benissimo quel che attende i Fins.

Da quanto leggo sui social molti tifosi di Miami danno questa partita già per vinta, tanto in Italia quanto negli USA. Facciamo molta attenzione a non sottovalutare questi avversari, o corriamo il rischio di avere un brusco risveglio.

Un’immagine della partita inaugurale di questa stagione per le due squadre, che si sono affrontate il 13 settembre. Foto: chatsports.com

Una sfida spinosa

L’attacco di New England non è eccezionale, soprattutto a causa della discontinuità di Newton. I Pats sono 26esimi per numero di punti realizzati a partita, 24esimi in attacco totale e 29esimi sui passaggi. Il QB ex MVP e i suoi compagni di reparto però, non hanno certo paura di correre. La squadra è quinta nella lega per rushing yards, in grado di mettere assieme una media di 147,5 RYPG (yards in corsa per partita). Per tal motivo, sarà indispensabile riuscire a limitare il loro ground game. A settembre i Patriots corsero per 217 yards su 42 portate. Troppe, ovviamente. Raekwon Davis e Zach Sieler, i due linebacker interni di Miami hanno un compito ben definito in vista della sfida di domani: non far decollare SuperCam e i suoi.

E in attacco? I maggiori problemi dei Dolphins, lo diciamo da settimane, sono all’interno di questa formazione. Tua Tagovailoa ha solo una manciata di partite di esperienza, non avrebbe alcun senso metterlo in croce, eppure il ragazzo deve imparare a correggere i suoi errori presto, se vuole diventare un franchise QB nella NFL. Quel lavoro non è certo per tutti, bisogna dimostrare di poterlo fare. Nella scorsa partita il numero 1 è incappato in diverse imprecisioni e lo sa bene. “In attacco non abbiamo eseguito nella maniera in cui avremmo dovuto. La responsabilità è in gran parte la mia visto che sono il leader di quel reparto.” Ha ammesso il QB – intervistato in settimana da Travis Wingfield, insider per il sito dei Dolphins – a proposito della sconfitta contro i Kansas City Chiefs. “Non sono stato in grado di sfruttare quello che la difesa mi concedeva, commettendo qualche errore da matricola. Non te lo puoi permettere contro una squadra da Super Bowl.” Con queste parole il giovane QB ha dimostrato maturità e compiuto un’analisi di coscienza perfetta. Ora deve dimostrare di aver capito e superato quelle difficoltà sul campo. Il focus di reparto, probabilmente, sarà anche sulla difesa dell’ovale. In fin dei conti, le due secondarie possono vantare la presenza di Xavien Howard e J.C. Jackson, due che insieme hanno totalizzato 16 intercetti stagionali; 9 per il numero 25 di Miami  e 7 per il suo omologo a New England. Si tratta naturalmente del primo e del secondo giocatore in questa speciale classifica.

Attacco, difesa e special team.Le fasi del gioco nel football americano sono 3 e la terza non va sottovalutata. Lo sa bene Bill Belichick e lo ha imparato anche il suo discepolo Flores. Le due unità sono nella top three secondo Football Outsiders. I Patriots sono riusciti a segnare sia su ritorno da punt che da field goal bloccato nella loro miglior prestazione stagionale, il 45 a 0 in week 13 contro i Los Angeles Chargers. Ripetiamolo una volta ancora, non sarà una passeggiata questo showdown nella AFC East.

Immagini risalenti al dicembre 2019. In quell’occasione la vittoria dei Miami Dolphins costrinse i Patriots a dover disputare il wildcard match nei playoff, nel quale saranno eliminati. Foto: Winslow Townson/USA TODAY Sports

Le possibili chiavi tattiche

Su quali binari correrà questa sfida? Sicuramente i matchup delineati poche righe fa avranno un alto peso specifico; se vogliamo però allargare l’analisi, possiamo trovare qualche altra chiave tattica per prepararci al meglio alla visione della partita.

Molto importante sarà riuscire a controllare il tempo della sfida, impostarla bene con un buon possesso palla e magari qualche punto di vantaggio per giocare con il cronometro. I Dolphins sono una squadra molto giovane, che sta imparando di partita in partita a gestire il ritmo di una gara a questo livello. Sappiamo che possiamo attenderci grandi cose da un’ottima difesa ma, come già evidenziato, è l’attacco di cui in questo momento ci fidiamo meno. Siamo verso la fine della stagione, dunque il coordinatore offensivo Chan Gailey potrebbe cominciare a lasciare più spazio e libertà a Tagovailoa, a levargli qualcuno di quei paletti all’interno dei quali, finora, lo ha giustamente mantenuto dal momento che doveva insegnare al debuttante la quotidianità del gioco NFL. D’altra parte, comunque, forse rischiare troppo in una situazione nella quale ti stai giocando i playoff potrebbe essere controproducente. Starà all’OC cercare di capire in quale maniera questa squadra ha le maggiori possibilità di vittoria finale. In fin dei conti, è proprio su questo che verrà valutato il suo operato, tra qualche settimana.

Il fatto che i Pats puntino gran parte del loro gioco d’attacco sulle corse, e non facciano neppure molto per nasconderlo, deve essere sfruttato da Miami. Una buona difesa come quella dei Dolphins può concedersi di lasciare Howard e Byron Jones in copertura a uomo, contare su Eric Rowe e McCain – sperando che riesca a giocare – sul profondo e impiegare Brandon Jones per dare una mano in linea. In tal modo si riuscirebbero a rendere difficoltose le corse degli ospiti, costringendoli a osare con più passaggi di quelli che normalmente chiamerebbero. L’attacco 2020 di Josh McDaniels è già piuttosto monodimensionale, con Newton che ogni volta che si trova in difficoltà prende e parte, in corsa. Chiudere a questo reparto ogni possibile corsia per correre deve essere il primo punto all’ordine del giorno per Miami. Certo, se Van Noy e Flowers recuperassero per tempo, sarebbe un bell’aiuto relativamente a questo obiettivo.

Per mettere in difficoltà un attacco non c’è via migliore che metterne a disagio il timoniere. Comprimere la tasca, sfondare e mettergli le mani addosso è imperativo, a questo riguardo. Ovviamente, uno come Newton è in grado di scappare agevolmente dal sack, date le sue capacità come corridore; un conto però è correre per yards positive, un altro scappare dal difensore che vuole atterrarti. Le franchigie che corrono molto si affidano tanto alle conversioni corte da secondo e terzo tentativo, quel territorio deve essere zona di conquista per Miami, senza se e senza ma. Come si può fare? Controllando la linea di scrimmage, evitando di aprire varchi per il runner e mantenendo l’aggressività sempre alta, spingendo indietro la linea offensiva in modo da togliere respiro al QB.

Questi tre aspetti potrebbero veramente rivelarsi fondamentali, nell’economia della partita, per conquistare la vittoria finale. Le due squadre si conoscono benissimo, forse persino troppo e questo potrebbe essere un vantaggio per l’allenatore più esperto, ovvero Belichick. La sfida appare molto equilibrata, con i Fins leggermente favoriti in virtù del loro record migliore e del fatto che giocheranno tra le mura amiche. Non è però certo il caso di adagiarsi sugli allori a seguito di questa considerazione. Forza Dolphins.

 

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