Una bella battaglia: recap di Chiefs@Dolphins

Nulla da fare per Miami che soccombe a dei superiori Kansas City Chiefs. I Fins però non mollano mai e mostrano orgoglio ed affiatamento.


Peccato per il risultato finale.

Naturalmente, sapevamo bene quale differenza vi fosse tra i Kansas City Chiefs, attuali campioni in carica e squadra migliore della NFL, e i Miami Dolphins, franchigia in ricostruzione, la quale migliora di settimana in settimana ma che ha ancora bisogno di molti tasselli.  Le due compagini si sono affrontate domenica scorsa all’Hard Rock Stadium. Hanno vinto i migliori, gli ospiti, per 33 a 27. Lo hanno fatto grazie ad alcune giocate pazzesche del loro fenomenale attacco. Prima di analizzare con accuratezza la sfida, vorrei riassumere in breve il match prendendo in prestito le parole di Nick Shook, analista della NFL che ha curato la sintesi di questa partita per NFL.com: scrive l’esperto “le certezze nella vita sono la morte, le tasse e gli highlights offensivi dei Chiefs.” Ha ragione da vendere come stiamo per vedere.

Patrick Mahomes e Mecole Hardman. Foto: Arrowheadpride.com

Un grandissimo inizio

Il problema principale in questa sfida – e forse anche per il prosieguo della stagione – per i Dolphins sono le assenze. Contro KC parti sempre sfavorito, se poi ti mancano due dei tuoi migliori difensori – Kyle Van Noy e Elandon Roberts – allora la lista infortunati ti anticipa già come andrà la partita. Naturalmente parliamo di football e qui gli infortuni sono all’ordine del giorno, ogni squadra sconfitta può dire che la colpa è di questa o quella assenza. Per quanto riguarda Miami, però, la cattiva sorte sembra impegnarsi davvero bene in questo periodo. Oltre ai due difensori, infatti, manca anche Myles Gaskin, il miglior RB tra i Fins – dove migliore è un eufemismo, dato che la squadra non è mai stata in grado di correre quest’anno – inserito sabato nella lista COVID. Sfortunatamente, si aggiungeranno pure altri nomi nel corso della partita.

In attacco parte Miami, Tua Tagovailoa non comincia benissimo, mettendo assieme due incompleti, in uno dei quali rischia l’intercetto e uscendo dopo soli tre tentativi. Matt Haack deve andare al punt. I Chiefs sono ben più rodati: uno scramble di Pat Mahomes vale il primo down, una corsa di Clyde Edwards-Helaire fa lo stesso, Travis Kelce guadagna 17 yards e Le’Veon Bell altre 13, entrambi in ricezione. Poi si sveglia anche la difesa. Andrew Van Ginkel sporca un passaggio con la mano e la traiettoria deviata finisce tra le mani di Byron Jones, il quale non è abituato a correre con la palla e si vede. Dopo l’INT causa un fumble che, per fortuna, viene ricoperto prontamente da un suo compagno.

La palla la ha di nuovo Miami. Adam Shaheen guadagna un primo, poi però il drive stalla a causa di un grande Brashaud Breeland che causa un quarto tentativo, Jason Sanders tenta il FG ma, questa volta, lo sbaglia da una lunghezza di 45 yards. È soltanto il suo secondo errore in stagione, nessun dramma, ma bisogna fare punti dopo un turnover, specialmente se giochi contro questi signori. L’attacco di KC non è concentrato e Mahomes – incredibile ma vero – sbaglia a difendere lo snap sul primo tentativo, perdendo 11 yards; è solo il preambolo del disastro però, poiché nello stesso possesso, a termine di un dropback lunghissimo, il numero 15 subisce un sack di circa 30 yards, che blocca i suoi su un ben poco usuale 4th e 42. Questa volta Miami colpisce, Mike Gesicki muove la catena, lo stesso fa Jakeem Grant, poi una nuova ricezione del TE con il numero 88 vale il TD. 7 a 0 per i padroni di casa dopo il PAT. I campioni in carica provano a reagire, pronti via con un passaggio lungo 37 yards per Sammy Watkins, poi l’incredibile: Mahomes al lancio sporco trova… Eric Rowe. Il fenomeno dei Chiefs era stato intercettato due volte in stagione, prima di questa gara. Contro i Fins è stato intercettato due volte nel primo quarto. L’ex di turno DeAndre Washington e Lynn Bowden prendono due primi tentativi, ad essi Sanders aggiunge 3 punti da FG. Siamo sul 10 a 0 per Miami e sembra di sognare. Infatti la sveglia arriverà presto.

Shaq Lawson affronta Patrick Mahomes. Foto: Pro Football Focus.

Profondo rosso

A questo punto della partita, intorno alla metà del secondo quarto, gli ospiti decidono che è ora di mettere in chiaro chi comanda e perché siano loro i capi (chiefs significa questo, in inglese), subito arriva un big play, jet sweep di Mahomes per Tyreek Hill che non fa nulla se non correre lungo la sideline alta per 32 yards; nessuno lo tiene, supera due difensori come birilli e fa 6 punti che diventano 7 dopo il calcio di Harrison Butker. Seguono due punt, una per parte e poi il primo intercetto in carriera di Tagovailoa; lo scalpo se lo prende Tyrann Mathieu. Nei 2 minuti prima dell’intervallo lungo, è Kelce a dimostrarci perché sia il miglior TE in circolazione, non solo si guadagna un primo, realizza anche un TD da 6 yards per il 14 a 10 dei Chiefs con cui termina il secondo quarto. Miami è una città calda, tropicale, eppure comincia a grandinare. Grandinano punti per Kansas City.

Parte il terzo quarto e il via lo dà Tyreek Hill con un TD lunghissimo nel quale nessuno riesce a stargli dietro. In questo momento sia DeVante Parker che Grant sono a bordocampo e i Dolphins hanno poche armi in attacco. Infatti vanno al punt. Haack non fa un gran lavoro, Mecole Hardman invece sì, il suo ritorno da 67 yards si conclude in meta, altro TD per gli ospiti. Ricordate quella Miami che vinceva 10 a 0? Ora è sotto 28 a 10. Sic transit gloria mundi.

Durham Smythe e Washington fanno il loro prendendo due primi down, ma poi serve ancora un punt. Mahomes telefona a Kelce, gli chiede come sta e gli fa prendere 28 yards. Byron Jones non vuole mollare e causa un fumble, che prontamente ricopre Kamu Grugier-Hill. Una buona giocata difensiva diventa un incubo per l’attacco, Tua è sulle sue 7 e non sa che pesci pigliare. Se ne accorgono quelli della difesa di KC, che demoliscono la linea offensiva e apparecchiano per un picnic in endzone: safety per Chris Jones e altri 2 punti per i Chiefs. 30 punti senza risposta messi a tabellone dagli ospiti. Siamo a metà del terzo quarto, forse sarebbe meglio cambiare canale e guardare una partita di football con una storia ma qualcuno deve pur scrivere queste sintesi il lunedì, dunque vediamo come andrà a finire.

Travis Kelce sovrasta Eric Rowe. Foto: Sun Sentinel.

Una degna conclusione

In Florida il sole sta tramontando ma sul campo è già notte fonda. L’unico a crederci è Lynn Bowden, migliore dei suoi, che trova un paio di primi down ma poi il possesso lo chiude ancora Haack e questa non è mai una buona notizia. Dall’altra parte Mahomes ha un mirino e Kelce è il suo obiettivo preferito, primo per lui poi primo per Hill. Una scintilla potrebbe forse riaprirla, chissà. Comunque vada, Xavien Howard vuole il record stagionale di intercetti e allora ne mette a segno un altro, il nono della sua gloriosa stagione. Indipendentemente da cosa faranno i Dolphins, questo ragazzo potrà essere soddisfatto a febbraio. Mahomes aveva subito soltanto un’altra volta tre intercetti – inuna singola partita – nella sua carriera. Le telecamere lo seguono sulla sideline e non lo trovano certo contento. Perché non provarci, dice Tua ai suoi prima di rientrare e mette assieme un drive signorile, giusto per prendersi una personale rivincita contro quei tifosi, o presunti tali, che su Twitter stanno già invocando Ryan Fitzpatrick. Connette con Gesicki, poi con Mack Hollins, in seguito con Shaheen e da ultimo ancora con il numero 88. Niente male quest’ultimo lancio: 29 yards per Big Mike in tripla copertura che riceve e segna un TD tra gli applausi, più che meritati per entrambi.

I Chiefs sono ora un pò troppo rilassati, punt per loro. A correre per Miami c’è Patrick Laird che fa il suo per un primo down. Tua non ha molte armi e guarda sempre e solo Gesicki, o Bowden, entrambi muovono la catena e lo stesso fa Hollins. Miami è in affari. Scramble per il QB e poi sneak dello stesso, ora siamo sul 30 a 24. Per fortuna non ci siamo rassegnati a cambiare canale, perché i ragazzi non si sono certo rassegnati alla sconfitta. I Chiefs non hanno bisogno di aiuti avversari.  Eppure li ricevono: forse preso dalla foga agonistica, Howard si fa prendere la mano e la mette in faccia a un attaccante. Quella penalità facilita il FG di Butker che, di fatto, chiude la partita.

Rimane un minuto e spiccioli per Miami che ha 10 punti da recuperare. C’è una sola possibilità di riuscire: un FG subito e un hail mary in meta dopo onside kick ricoperto. Coefficiente di difficoltà? Altissimo, naturalmente. La prima parte riesce e Jason Sanders aggiunge 3 punti al bottino dei suoi. La seconda però fallisce. L’onside termina tra le braccia di un giocatore ospite, Mahomes deve solo inginocchiarsi. Vince KC 33 a 27.

Xavien Howard e il suo splendido intercetto. X è ora a quota 9 in stagione, al primo posto nella classifica per INT. Foto: The Phinsider.

Considerazioni e preoccupazioni

Queste partite si possono anche perdere. Non ci dobbiamo scandalizzare per una sconfitta contro KC, soprattutto se consideriamo che il risultato è mendace: gli ospiti meritavano un distacco ben maggiore vista la facilità con cui affondavano nella difesa di casa per larghi tratti della gara. Miami però non ha mollato e va reso onore al merito di una franchigia che non si è mai arresa, nonostante l’avversario, nonostante gli infortuni, nonostante un attacco che non è neppure l’ombra di quello dei Chiefs, tanto che su 4 turnover ha guadagnato soltanto 10 punti. Imbarazzante.

Purtroppo, temo dovremo abituarci a questa squadra sbilanciata sul finire di questa stagione. Verso il termine della sfida Mike Gesicki si è fatto male alla spalla. L’infortunio appare molto serio, tanto da sospettare che la sua stagione sia già giunta al termine. Non è una grande notizia per la squadra con il calendario più difficile negli ultimi 21 giorni di regular season. Abbiamo tre partite molto toste di fronte, contro tre avversari che potrebbero anche sconfiggerci ogni singola settimana.

Tra tutte, la più semplice è la prossima, in casa contro i New England Patriots. Ne riparleremo tra qualche giorno, a tempo debito, nella consueta presentazione del turno settimanale.

 

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